Stiamo tutti attraversando un periodo difficile, con incertezze, paure e dubbi che rischiano di incrinare la nostra fiducia e serenità. In particolare le persone delle zone rosse sono sottoposte a grave stress a causa della quarantena e della emergenza sanitaria vissuta da vicino. Siamo tutti interconnessi e interdipendenti e la sofferenza di uno di noi non può che riflettersi su tutti.
Crediamo che si possa reagire alla paura e al pericolo in modi diversi: con la fuga e l’isolamento oppure con il coraggio della compassione e della solidarietà. I sentimenti positivi quali l’amore, la compassione e la gratitudine accrescono il senso di coesione sociale e le difese immunitarie.
Per questo, vogliamo creare qui uno spazio in cui offrire delle pratiche meditative che tutti possono utilizzare per ritrovare serenità, benessere, connessione con se stessi e con gli altri.
Che questa emergenza diventi un momento di consapevolezza e cambiamento! Che porti pace, compassione e maggiore rispetto per noi stessi, gli altri e tutta la natura di cui facciamo parte.
Presentazione
«Piccole Pratiche per le Zone Rosse e dintorni» a cura della Dott.ssa Maria A. Bàlzola, è uno spazio dedicato a delle piccole pratiche meditative che tutti possono utilizzare per ritrovare serenità, benessere, connessione con se stessi e con gli altri.
La Dott.ssa Maria A. Bàlzola, medico psichiatra, fa parte del direttivo dell’Associazione Tonglen e conduce seminari sulla compassione e la consapevolezza.
Le ultime tre pratiche sono guidate da Daniela Muggia.
DA VERIFICARE: Maria A. Bàlzola fa ancora parte del consiglio direttivo?
Pratiche per tutti
Riportiamo la mente a casa
Una piccola pratica di mindfulness (meditazione laica) per ritrovare la connessione con noi stessi, la quiete e la centratura. Impariamo a riportare la mente a casa in ogni situazione con tre respiri consapevoli. È stata dimostrata un’influenza positiva della Mindfulness (MBSR) sul sistema immunitario.
Riconnettiamoci
La connessione con noi stessi, con la terra e con gli altri esseri viventi. Sentirci parte di un tutto più grande di noi è un bisogno profondo: questa pratica ci aiuta a riconoscerlo e a coltivare benessere e gratitudine.
Creiamo il nostro posto sicuro
Molti psicologi, come Paul Gilbert dell’Università di Derby, sottolineano l’importanza di immaginare un luogo sicuro da vedere e sentire con tutti i sensi. Ripetendo la pratica impariamo la strada per tornarci ogni volta che ne sentiamo il bisogno.
Le pratiche di compassione
In questo periodo difficile che ci sfida a tutti i livelli, sanitario, economico, sociale, relazionale e spirituale, è importante focalizzare la nostra intenzione nella giusta direzione. Se decidiamo di mettere in pratica le indicazioni e le direttive ministeriali, non le subiamo ma le attuiamo con consapevolezza e con la chiara intenzione di proteggere noi stessi e gli altri. Il renderci utili in modo genuino e deliberato, non solo quindi per assecondare decisioni altrui, ci fa cambiare prospettiva stimolando in noi la compassione e quindi il benessere. Molti sono gli studi che confermano che la compassione aumenti la resilienza e riduca il burn-out degli operatori sanitari e non solo. Tutto ciò non è possibile, però, se non scegliamo con chiarezza di coltivare la compassione. Metteremo quindi a disposizione delle pratiche che puntano proprio a stimolare la compassione verso noi stessi e verso gli altri, partendo dalla pratica dell’intenzione.
La pratica dell'intenzione
Una breve pratica di attenzione al corpo e al respiro, poi alcune semplici frasi da ripetere mentalmente per coltivare un’intenzione chiara. Utile all’inizio della giornata e in ogni momento in cui ci sentiamo travolti, al lavoro, in casa o in ospedale.
La pratica dell'amorevolezza
È l’antica pratica di Metta: ci si rivolge prima a sé stessi, per ritrovare il proprio benessere, e poi agli altri. Le ricerche di Tania Singer e di altri neuroscienziati indicano che la compassione vissuta con saggezza fa bene a chi la riceve e a chi la offre. Su questo tema trovi in Video due incontri “Mind and Life” con Tania Singer e il Dalai Lama, tradotti in italiano da noi (link)
La compassione verso sé stessi
Riconoscere la propria sofferenza e accoglierla con consapevolezza; sentire che non siamo soli; offrirci conforto con un gesto semplice, come una mano sul cuore. È la pratica proposta da Kristin Neff e Christopher Germer, studiosi della self-compassion. Con un po’ di esercizio si può usare anche in pochi istanti, nei momenti più difficili. Per medici e infermieri può diventare uno strumento efficace e rapido per ridurre lo stress e trovare immediato sollievo.
Mindfulness a cuore aperto
Apriamo il cuore, con il respiro, a ciò che stiamo vivendo in questo momento, accogliendo ogni sentimento senza giudizio. Liberamente tratta da una meditazione di Kelly McGonigal.
Pratiche per bambini
Respiro azzurro
Per bambine e bambini dai 6 anni in su, liberamente tratta da “Bambini senza stress” di Klaus Vopel (Elledici, 2000). Una pratica semplice e dolce per rilassarsi e ritrovare forza e sicurezza. Le prime volte è utile che un adulto accompagni il bambino. Le norme igieniche, come lavarsi bene le mani, possono diventare un gioco di presenza mentale e consapevolezza sia per i grandi che per i piccini.
Io sono un albero
Dai 7 anni in su, dallo stesso libro. Alla pratica può seguire un disegno libero, con i colori che il bambino preferisce, senza commenti né giudizi: non è una prova scolastica e non esiste l’errore. Anche gli adulti possono provarla.
Amorevole gentilezza per bimbi
Dai 7 ai 10 anni. Si parte dalla ricerca del posto sicuro e si offre amore al mondo con le frasi “che tu possa essere felice, che tu possa stare bene, che tu possa sentirti al sicuro”. Genitori e figli possono viverla insieme.
Le pratiche della compassione con Daniela Muggia
Tre pratiche guidate da Daniela Muggia, da seguire in sequenza.














