Il metodo ECEL si fonda su tre radici:
- la prima prettamente occidentale (fisica quantistica, neurocardiologia e neuroscienze)
- la seconda tipicamente orientale (l’antichissima tanatologia tibetana e le sue pratiche meditative dette “della Compassione”)
- la terza costituita dall’esperienza più che ventennale di chi accompagna secondo questo metodo.
ECEL tiene conto della maggiore capacità empatica che insorge con l’avvicinarsi della morte, insegnando ad accompagnare sempre da uno stato di intensa presenza mentale e di grande apertura, da cui poter cogliere i mille segni con i quali il morente ci informa di ciò di cui ha bisogno.
Il termine “empatico” sta infatti a indicare che in questo approccio l’accompagnatore consegue, con l’aiuto delle metodologie contemplative tibetane, uno stato di grande empatia eticamente orientata alla compassione, da cui può facilmente cogliere lo stato dell’accompagnato e adeguare ad esso la propria offerta di sostegno.
ECEL non ha alcuna appartenenza religiosa ma rispetta a pieno quella del morente, tenendo conto della dimensione spirituale presente anche negli atei, ad esempio sotto forma di valori positivi assoluti.